martedì 29 gennaio 2008

Ridendo e scherzando....


Eh si...ridendo e scherzando alla fine è successo: ho comprato la macchina nuovaaa!!!!

Una decisione che avevo in testa ormai da qualche tempo, data la veneranda età della mia mitica punto che ormai ha oltrepassato di un pò i 100.000 km e raggiunto quasi i 10 anni di attività, ho deciso che era giusto mandarla in pensione...con i dovuti dispiaceri, è ovvio, che sicuramente aumenteranno quando arriverà il fatidico momento del "cambio", che sarà a giorni credo...

Povera la mia puntina....ne abbiamo fatte tante insieme...mi ha portato in tanti posti e a volte, lo ammetto, l'ho trattata anche male... E' stata la mia compagna di viaggio verso l'aeroporto di Bologna dove dovevo prendere il primo aereo della mia vita, è stata la compagna di viaggio nella lunga estate bellissima del 2004 con la giulia e la sarina, ci ha portate fino a Porto San Giorgio, ci ha scorrazzate la sera per tutto l'Adriatico ed è stata guidata pure dalla giulia nelle serate in cui io..."l'aveo arta!!"....ha accompagnato il mio babbo a tante partenze di maratone e passatori, tutte le mattine mi ha portato in ufficio, tanti week end fuori con gli amici, e nonostante tutto non ha mai dato problemi, è stata una compagna sempre affidabilissima! Ma soprattutto, è stata la prima cosa della mia vita...che ho pagato più di 2.000 euro da sola!!

Mi devo ricordare di fargli qualche foto prima di darla via...un applauso alla mia puntinaaa!!!! Sempre nel mio cuoricino...sigh...


Come? Che macchina ho preso? Ah si, ho preso la nuova OPEL CORSA...versione SPORT!!!! Tamarra direte voi....assolutamente no, va un pò più forte delle altre versioni, è un pò più bassa perchè ha l'assetto sportivo, ed ha tutti gli optional (apparte il bagno in camera credo!). Bella bella bella!!

Il colore?? Emh.... su questo non dico nulla, potrebbe essere nero, potrebbe essere un altro...non lo so, nei prossimi giorni vedrete la mia decisione...

Comunque, il contratto è firmato, in settimana mi chiamano, i soldi ci sono....o almeno credo (eh eh!)...e allora non ci resta che partire con la musica tamarra della cate, adesso anche con la macchina nuova della cate che non è tamarra, diciamo che è....IN DA AUS!!! Quest'estate sabato e domenica fissi al mareeee!!!!!!!!!!!!!

venerdì 25 gennaio 2008

Molti meriti, molti errori

Stavolta è finita sul serio.
Il "guerriero", come l'ha orgogliosamente ribattezzato Diliberto, si è arreso. Triste destino, quello di Romano Prodi. L'unico leader politico di centrosinistra che riesce a vincere contro Silvio Berlusconi per ben due volte, ma per una ragione o per l'altra non riesce a governare per più di 600 giorni. Il Professore ha combattuto fino all'ultimo, ridando uno straccio di orgoglio e un briciolo di dignità a quel pezzo di coalizione che l'ha sostenuto fino all'ultimo. Ma al Senato, il suo vero Vietnam, nulla ha potuto contro il "fuoco amico" dei proto-comunisti alla Turigliatto, dei soliti trasformisti alla Mastella, degli pseudo liberisti alla Dini. Romano si è fermato a Ceppaloni. Si compie così il destino di un governo che ha finito per pagare un prezzo di immagine e di credibilità molto più alto dei suoi effettivi demeriti. Il risanamento dei conti pubblici in appena un anno e mezzo è un risultato vero, che già di per sé basterebbe a considerare tutt'altro che inutile la pur breve e rissosa stagione del "prodismo da combattimento".
Certo, Prodi ha commesso molti errori. Se dopo il voto della primavera 2006 avesse accettato l'idea di non aver stravinto una tornata elettorale sostanzialmente pareggiata, e avesse lasciato all'opposizione la presidenza di almeno un ramo del Parlamento, oggi forse racconteremmo un'altra storia. Se avesse saputo mettere in riga giganti e nanetti dell'Unione in conflitto permanente effettivo con la stessa grinta sfoderato in questi ultimi tre giorni di crisi, oggi forse non sarebbe caduto per mano dei suoi stessi alleati.
Se avesse compreso fino in fondo la strumentale irriducibilità della scelta ribaltonista consumata dalle truppe mastellate e dal manipolo diniano, oggi forse ci avrebbe risparmiato lo spettacolo, indecente per gli eletti e umiliante per gli elettori, di un Palazzo Madama trasformato in osteria, tra insulti, sputi e bocce di spumante. Ma l'uomo è così. Alla fine ha prevalso la linea del "meglio perdere che perdersi". Meglio affrontare la sconfitta a viso aperto, offrendo in pasto al Paese il nome e il cognome dei congiurati che uccidono il governo, e degli sciagurati che hanno reso ingovernabile l'Italia, architettando alla fine della scorsa legislatura una riforma elettorale vergognosa che proprio ieri ha prodotto l'ultimo, insostenibile corto-circuito: la fiducia alla Camera, la sfiducia al Senato. Ora che il ciclo di Prodi è finito, quello che comincia è un'avventura in una terra incognita. È quella che Giulio Tremonti definisce la "crisi perfetta", quella dove nessuno controlla niente, e nessuno capisce come se ne possa uscire. Sul terreno politico-istituzionale restano solo macerie. Per il Professore un reincarico è impensabile. Per un governo tecnico-istituzionale alla Marini i margini sono strettissimi. Per il centrosinistra non si vedono sbocchi unitari: la Cosa Rossa di Bertinotti e company riconquista l'allegra e irresponsabile adolescenza del non-governo e delle mani libere, il Pd di Veltroni sostiene il costo più alto precipitando nel baratro del governo, e rischiando di veder trasformata la sua legittima "vocazione maggioritaria" in una traversata nel deserto incerta e solitaria. Per il centrodestra, in mille pezzi solo fino a due settimane fa, quando le mura della Casa delle libertà erano crollate sotto i colpi di piccone della "rivoluzione del predellino" del Cavaliere, si rivede invece un orizzonte unitario. E soprattutto si riapre la strada per Palazzo Chigi. Sarà difficile se non impossibile, perfino per il presidente Napolitano, fermare la "macchina da guerra" berlusconiana, che l'uomo di Arcore vuole lanciata a folle corsa verso il voto anticipato. Con tanti saluti alla crisi dei salari, al tracollo dei mercati, al referendum di Segni e Guzzetta.

Sta per cominciare, temiamo, tutto un altro film. Berlusconi Tre. La vendetta. O l'eterno ritorno. Con la stessa legge elettorale, la "porcata" di Calderoli, che ha massacrato il sistema repubblicano. Con un'altra armata Brancaleone, che andrà dal neo-fascista Tilgher al catto-populista Mastella, incrociando l'eversore padano Bossi e forse lo stesso "traditore" toscano Dini. Con l'ennesima accozzaglia di mezzi partitoni e di micro-partitini che, per garantirsi la sopravvivenza, non esitano a tenere in ostaggio un'intera nazione.
Povera Italia. Meritava di più.

(Massimo Giannini, Repubblica)

giovedì 10 gennaio 2008

Emergenza rifiuti? Si, ma il problema è un altro!

Segnate a matita perché la cifra, ferma al giugno dell'anno scorso, forse andrà corretta: in Italia all'inizio dell'estate la Corte dei Conti ha contato 84 commissari straordinari per altrettante emergenze. Alluvioni e siccità, colera, traffico e terremoti. Emergenza dovunque e comunque. Per le cose gravi, le grandi calamità, e anche per le cose piccole: una festa, una preghiera di massa, un gioco olimpionico. Il Papa va a pregare a Loreto? Emergenza. Ci vuole Bertolaso per fargli dire messa, allestire palco e spalti. A Varese sono in programma i mondiali di ciclismo? Emergenza bici naturalmente. A Pescara i Giochi del Mediterraneo? Emergenza anche sulle rive dell'Adriatico. Alluvioni a Parma e commissario (21 ottobre 2002); un altro a Massa Carrara, un terzo in Friuli. Stesso motivo per tutti. Emergenze si segnalano a Matera, Vibo Valentia, in Basilicata, Liguria e Veneto. A Bari la ventennale emergenza del colera e commissario costituito.
Questo corri corri alla calamità naturale ha un motivo: i soldi!
Finanziamenti speciali che si aggiungono a quelli ordinari. E in aggiunta un prezioso regalo: controlli pari a zero.
L'emergenza gonfia molti portafogli e costruisce luminose carriere. Il commissario deve badare a fare, e presto. Quindi assunzioni per chiamata diretta, spese a trattativa privata. Consulenti, collaboratori e tecnici. La burocrazia dell'emergenza è gigantesca, libera da ogni vincolo, esclusa dall'osservanza di ogni criterio di congruità e persino di ragionevolezza. C'era un commissario all'acqua a Reggio Calabria, c'è un commissario al traffico a Napoli, Roma, Venezia e persino a Messina. Dal 1968 al 1996 sono stati iscritti in bilancio 109mila miliardi di lire, al cambio attuale fanno 57 miliardi di euro. Per il fuoco (emergenza incendi!) sono andati via bruciati dal 2001 al 2006 762 milioni di euro. L'emergenza fa spendere, abbiamo detto, senza alcun obbligo della resa del conto. La lista della spesa dichiarata urgente e indifferibile, diviene - a consuntivo - sommaria, senza dettagli. Inconsistente. La corsa all'emergenza, che non conosce sosta, a volte produce problemi anziché soluzioni, crea nuovi bisogni invece di saziare i vecchi. La tragedia dei rifiuti napoletani rappresenta un caso di scuola, l'esempio plastico del saccheggio delle risorse pubbliche nella consapevolezza che si resterà impuniti. L'emergenza per durare deve perciò produrre due condizioni Primo: creare nuovi bisogni. Secondo: tenerli sospesi, a mezz'aria. Come aprire un cantiere e mai finirlo. Costruire una scuola e non collaudarla. Mai saziare il bisogno primitivo. Figurarsi quelli altri che sono stati aggiunti nel corso del tempo. Più bisogni ci sono, più a lungo si confiderà nella manna dei finanziamenti speciali, ulteriori, straordinari.
Ogni terremoto costa una tombola anche perché invece di costruire quel che è cascato a terra, si promuove immediatamente un nuovo bisogno essenziale.
Alla comunità sfortunata in genere si annuncia la necessità indifferibile di garantire anzitutto un futuro di benessere, cioè il lavoro. Dunque le industrie. Perciò via alle ruspe, ma prima delle ruspe via agli espropri, il miglior business per gli avvocati. Poi ecco le ruspe, quindi ecco i tecnici al lavoro (ingegneri, geometri). E gli incentivi alle imprese (vere o false) che vogliono produrre. Ma avete mai visto industrie senza strade? Via alle strade: collegamenti nuovi, o adeguamenti dei vecchi. E case senza piazze? Sì alle piazze. Piazze senza biblioteche? Anche le biblioteche e così via, a scendere fino ad attivare il progetto per il prato, l'aiuola, il parco giochi. E' una catena infinita e infatti mai finisce. Serve a costruire la rete dei clientes. Più clientes più consenso elettorale. Più consenso più carriera politica. 500 milioni di euro è costata la prima tranche dell'opera di ricostruzione dei dieci comuni molisani colpiti dal terremoto del 31 ottobre 2002. Diecimila abitanti il numero dei concittadini nei centri disastrati.
Col tempo e con le emergenze i terremotati sono lievitati, e così pure le case, le scuole, le strade, i prati. La necessità finanziaria attuale, quattro anni dopo e 500 milioni spesi, è perciò presto detta: servono almeno altri 500 milioni di euro per completare la ricostruzione.
L'emergenza ci fa ricchi, questo è il problema.

martedì 25 dicembre 2007

Natale in casa Meschini

Ecco ecco...è arrivato anche per quest'anno il Natale...e allo stesso tempo sono arrivati anche regali, tanti regali, parenti, auguri, pranzi, e che pranzi!
Per quanto mi riguarda, sotto il profilo del cibo natalizio...bè, che dire...da me non si sbaglia: la nonna fa l'arrosto e la zia le lasagne! E la mamma mette la casa a disposizione per 14 parenti affamati e in più fa lo sformato e il lesso per la sera...e come al solito arrivi a quest'ora che sei distrutto, cotto, bollito, ripieno di roba che non credevi il tuo stomaco ce la facesse a farla entrare tutta, e sei davanti alla televisione a guardarti l'ennesima cazzata che passano in tv in questi giorni, tipo quest'anno è toccato al cartone degli incredibili...mah...
E' un pò quello che stava succedendo a me...poi mi sono ricordata di avere un blog e allora...eccomi qua! Vediamo se mi ripiglio...
Che dire...oggi doveva essere la classica giornata, e in effetti così è stata...ma ve la racconterò uguale! Sveglia ore 9.00 grazie a quell'idiota della mi'sorella che all'età di 22 anni quasi, la mattina di natale ha ancora il coraggio di venire a saltare sul mio letto gridando "CATE ANDIAMO A SCARTARE I REGALI MUOVITIIIII SVEGLIATIIII!!!" finchè non mi alzo non si cheta...potete capire la giuoia, anche perchè ricordo che ieri sera IO sono stata alla messa...messa...cioè...sono stata al claddagh fino alle 3.00 con quegli altri a fare un pò di macello...però la chiesa era lì vicinissimo e giuro che è arrivata anche a noi un pò di messa!!...mah...
Cmq mi alzo, almeno a Natale devo essere un pò più paziente. Comincia lo "scartamento"...e quest'anno, come tutti gli anni sono sincera, è stato un Babbo Natale generoso oso oso!! Apparte il mio autoregalo, la macchina nuova, ho ricevuto: una cintura bellissima di pelle, una borsa vintage (oimena...tanto ce n'avevo poche...!! :)), due bamboline porta gioie, un'altra cintura bella bella, soldi soldi soldi (che quelli fanno parecchio comodo!), un libro "viaggiare spendendo poco", molto utile, un'agenda, un calendario con le foto mie e delle mie amiche (grazie Sarina, bellissimo!!), un bagnoschiuma, mutande rosse, trucchi, creme, cioccolatini, degli orecchini, e un anello...e ancora me ne manca uno di regalo...uno di una persona speciale che me lo deve ancora dare...
Ma andiamo avanti...dopo aver sistemato il salone a festa, sono cominciati ad arrivare tutti....nonni, come al solito per primi, zii e cugina, zio mauro, susanna e lorenzo...14...ci siamo tutti, fischio d'inizio! E giù vassoiate di crostini, scofanate di lasagne, vagonate di arrosto, patate e sformato, il tutto annaffiato da 5, contati, 5 litri di Brunello 13 gradi e 3 bottiglie di spumante....e poi ancora il tiramisù da 6 kg della zia fatto con 8 vaschette di mascarpone, torroni, panettoni, pandori, ricciarelli, noccioline, noci, cantuccini di prato, e cioccolatini! E infine, per chiudere in bellezza, lui....IL CAFFE'!!! Anzi, il termos di caffè, quello che mi c'è voluto per riprendermi!!!!! Potete immaginarvi che delirio è stata la tombolata dopo un pranzo così, soprattutto il vino s'è fatto sentire!
Personalmente questa sgrifata l'ho accusata parecchio....stavo per cedere nel pomeriggio, quand'ecco che arriva, allo scadere del recupero concesso dall'arbitro, l'aiuto della Giulia! Mi telefona e mi fa "Mi ha chiamato ricca, si va a pattinare con loro?? Hanno messo la pista con il ghiaccio a Scandicci!" Subito!! Colta l'occasione al volo, cosa c'è di meglio di una bella pattinata con annesse culate per digerire il pranzo assassino??? E così, io, la giulia, marco, ricca, il colo e il casini, ci siamo ritrovati a scandicci con i pattini ai piedi e ci siamo fatti delle risate che la metà bastavano...per chi conosce i tipi non credo servano ulteriori spiegazioni! Insomma, alla fine la sera quasi un pò di fame m'era tornata....e un pochino di lesso me lo sono mangiato! Adesso mi sbraco sul divano, mi faccio la mia tisana digestiva...doppia vai stasera, mi guardo un pò di cazzate in televisione e pronta per affrontare questi giorni di meritate ferie che ho fino al 2 gennaio 2008!!!!
E anche quest'anno è andata....auguri a tutti!


martedì 27 novembre 2007

Un giglio bianco per due occhi blu...

Faccio parte anche io degli "SPETTATORI DEL PRANDELLI SHOW" come c'è scritto su uno striscione che ogni domenica è presente al Franchi, e sono spettatrice soprattutto della bellissima squadra e del meraviglioso clima che si respira nella Fiorentina e a Firenze, da quando c'è un allenatore come lui. Purtroppo ieri, lui e la sua famiglia sono stati colpiti da un grave lutto, dopo anni di lotta contro il cancro, si è spenta sua moglie Manuela lasciando due figli e una bellissima famiglia. Nel mio piccolo mi sento comunque di mandare un affettuoso abbraccio a Prandelli che stimo tanto come allenatore e ancora di più come persona...una grande persona che ha saputo riempire i nostri cuori da tifosi di gioia, e i nostri spalti di calore. Domenica me ne tornerò al mio posto, applaudendo ancora una volta la mia squadra del cuore e intonando i cori...tra gli spettatori del Prandelli Show...
Pubblico qui un bellissimo articolo scritto sul famoso "giornale rosa" di oggi...

Torno da un ennesimo viaggio all'estero, apro il computer e trovo la notizia che non avrei voluto leggere. Se n'è andata Manuela Caffi, la moglie di Cesare Prandelli. Dire che mi dispiace è poco. Giocavamo insieme da bambini, e conosco bene la sua famiglia. Persone perbene, con i piedi piantati nella pianura. Come Cesare, del resto, che viene da Orzinuovi. Un paese pieno di belle figliole, ma lui era andato a trovarsela oltre l'Oglio, a Ticengo. Manuela era compagna di liceo di mia moglie, a Crema. Anche Cesare ed io andavamo a scuola insieme (uno allo scientifico, l'altro al classico: stesso edificio). Lo dico, quindi, perché lo so: nel successo di Prandelli — conquistato e meritato — c'è la mano di lei. Manuela, in un mondo del calcio affollato di ragazzette, era una donna. Lo è sempre stata. Aveva i capelli neri e gli occhi blu, che sbarrava con uno stupore di cui sono capaci solo i lombardi, gli irlandesi e i bambini. L'ho vista poco, in questi anni, l'ho sentita qualche volta. L'ultima, al telefono, da Firenze. Le proponevo di venire con Cesare a non so quale presentazione in città, e l'ho sentita serena, curiosa, educata come al solito. Una giovane signora, che sapeva correre in salita.Vorrei evitare cadute retoriche, che sono sempre irritanti, ma in questi casi diventano di cattivo gusto. Dico solo che la famiglia Prandelli — allenata da lei, Manuela — dimostrava come, perfino nel calcio italiano, si possa conservare quella che gli inglesi chiamano «sanity»: equilibrio, giudizio, senso delle proporzioni.Sono convinto che se la Fiorentina vincerà lo scudetto, prima o poi, sarà grazie a Cesare, uno degli ultimi esemplari di allenatore-educatore (pensate cos'è riuscito a fare con Adriano a Parma, con Mutu e Vieri a Firenze). Ne sono convinti anche la società e i tifosi viola; e ne siamo contenti in molti, in Italia. La Fiorentina è infatti la squadra del cuore di qualcuno, ma è «la squadra della pancia» di molti. Quella che ti sta simpatica, e non sai perché.Ebbene: quando lo scudetto arriverà a Firenze, portatelo a Manuela. Un giglio bianco per due occhi blu.

(di BEPPE SEVERGNINI "La Gazzetta dello Sport", 27.11.2007 )

venerdì 16 novembre 2007

Se andate a Londra non troverete nulla...ho comprato tutto iooo!!! Ah ah ah!!!






















































































































































Eccomi di nuovo tornata da Londra, eccomi di nuovo tornata da questa splendida città per la seconda volta....e devo dire, stupenda come al solito! Londra non stanca mai!Questa volta eravamo in quattro, una delegazione scelta, io "un viaggio a Londra non si rifiuta mai!", Marco "oioi come fo senza computer!", Giov@ "sta' London mi piace parecchio!", e la Luci "da Napoli con furore!".Ancora con la Ryanair da Pisa, ma stavolta solo l'andata perchè per il ritorno, gli orari (e i prezzi), erano molto meglio quelli della Easyjet da Gatwick. Quindi, partenza primo novembre ore 14.10 da Pisa arrivo ore 15.30 inglesi a Stansted, ritorno 5 novembre ore 12.50 da Gatwick, arrivo ore 16.00 italiane a Pisa. Con un bagaglio imbarcato a coppia, per un totale di 110,00 euro comprese le tasse!L'arrivo a Londra, anzi, l'arrivo a Liverpool Street dopo un'ora di pullman dall'aeroporto di Stansted (12,00 euro sola andata), è stato subito segnato da una piacevole gentilezza da parte di un ragazzo che era in pausa a fumarsi una sigaretta fuori dall'ufficio e che, a una nostra richiesta d'aiuto per trovare l'albergo, è addirittura rientrato in ufficio, ha cercato su internet, ci ha stampato la cartina ed è risceso a spiegarci la strada! Alla faccia di chi dice che gli inglesi sono tutti antipatici, egoisti e per niente gentili! E per di più era anche discreto lui, cosa vogliamo di più??!Insomma, raggiungiamo l'albergo, in una posizione veramente strategica, proprio davanti alla stazione di King's Cross! E Giov@, appena è venuto a conoscenza che proprio quella stazione è stata bombardata negli attacchi terroristici del luglio 2005, è stato ben felice di starci per ben 4 notti!!! ;))Non mi dilungo troppo sul racconto dettagliato giorno per giorno, sennò mi censurano per "racconto spropositato", e anche perchè ci sono ormai veramente tanti racconti su questa splendida città che trovare informazioni + tecniche per organizzare il vostro viaggio non vi risulterà certo difficile, mi limito a dire che praticamente in 3 giorni l'abbiamo girata in lungo e in largo, per altezza (siamo stati sul London Eye) e per lunghezza, mercati, negozi, parchi, reggie, piazze, vie, quartieri, taxi, bus, mc donald's, subway, pizza hut, ecc....tutto tutto quello che una città bella, multietnica e instancabile come Londra può offrire! Per me è stato un piacere e un’emozione allo stesso tempo ritrornare in questa metropoli così affascinante, e spero di non finire qui con le visite!Un appunto....se per organizzare il vostro soggiorno londinese leggete in qualche guida o in qualche racconto, e v’imbattete in una certa....ORANGERY...descritta come una ex-serra nel parco della vecchia residenza degli Windsor, trasformata adesso in teieria molto bella e di stile....fate attenzione!!! Nel senso che, punto primo, è difficilissima da trovare se non avete la minima prova che esiste o avete la certezza che qualcuno c'è stato, magari con tanto di foto come prova, stile "wanted". Punto secondo, se pensate che qualcuno possa darvi una mano a trovarla nei meandri del quartiere di South Kengsinton, vi sbagliate di grosso perchè l'Orangery...non la conosce nessunooo!! E per nessuno intendo dire nemmeno il tipo che abita dentro il parco in un agglomerato di 10 villette a 50 metri in linea d'aria di distanza dalla malefica in questioneee!!Noi ci abbiamo messo un pomeriggio intero per capire dov'era, avevamo anche il cellulare con il navigatore satellitare, per la serie "l'uomo che non deve chiedere mai...(apparte quando si tratta di ORANGERiiii!)" ma niente....qualcuno ha anche preso due gelati al mc (facendo la fila ben 2 volte!!) perchè pensava di avere gratis l'uso dell'internet point per andare sul sito di sto'posto!! Rendiamocene conto, vero marcooo???..... il giorno dopo, per la serie "duri a morire", siamo riusciti ad andarci, rischiando di perderci di nuovo!! Maledetta....Però devo essere sincera, è un bel posto, molto caratteristico....merita un'ora del vostro viaggio per un buon thè caldo di quello londinese DOC...sempre se riuscite a trovarla! Insomma, tra un "sorry man...where's....L'ORANGERiiiiii????", un " mind the gap" e una foto "veloce veloce" di marco, ci siamo divertiti...anzi, è stato proprio un bel giro, complice la sua bellezza, complice la compagnia, complice lo shopping sfrenato, non lo so....so solo che voglio tornare a Londraaaaaa !!!

martedì 13 novembre 2007

Un ultimo pensiero personale...

So che dirò cose per così dire impopolari, ma tant'è: credo che debbano essere dette le cose come stanno (o almeno come le vedo io): Più che di crisi del calcio in se stesso, ritengo che la situazione attuale sia stata determinata dal fatto che una minoranza violenta del tifo ha preso in ostaggio il calcio. Questa gente ha dichiarato guerra alle forze dell'ordine e non perde occasione per scatenarla. Sono quasi tutte persone ben note alle varie questure, eppure riescono sempre ad agire quasi impunemente. Perchè? È semplice: perchè godono di robuste protezioni. Sono gruppi in gran parte legati all'estremismo politico, di sinistra, ma in maggior parte di destra e sono appetibili bacini di voti. Per questo, in pratica, non vengono toccati. Volendo, potrebbero essere spazzati via con facilità ( si è riusciti a mettere in serie difficoltà la mafia siciliana, che è ben altra cosa, figuriamoci se non sarebbe possibile distruggere le organizzazioni ultras) ed invece continuano a spadroneggiare. Appena ieri mi è toccato di sentire che le curve dello stadio di Roma non saranno chiuse "perché gli incidenti sono avvenuti fuori dello stadio" e noi stiamo ancora qui a discutere sul sesso degli angeli! Personalmente sono assolutamente convinta che in Italia non saremo capaci di trovare autonomamente la soluzione al problema. Ritengo che occorra un intervento-choc dall'esterno e per esterno intendo l'Uefa. Vista la situazione che impera negli stadi italiani, la Uefa dovrebbe prendere nei confronti dell'Italia la stessa misura che 20 anni fa adottò per l'Inghilterra: esclusione a tempo indeterminato dalle competizioni europee dei club italiani, finché negli stadi non saranno garantite sicurezza e tranquillità. A quel punto tutti noi saremo posti di fronte alle nostre responsabilità e chiamati a fare la propria parte senza scuse, né attenuanti. Non basteranno i soliti articoli perbenisti che appaiono sui giornali nelle circostanze luttuose, non basteranno sospensioni delle attività come quella appena adottata. Si comincerà finalmente a parlare seriamente di privatizzazione ed adeguamento degli stadi; si comincerà a capire l'assurdità di dover impiegare ogni domenica migliaia di poliziotti per far svolgere le partite di calcio (come se non bastassero le centinaia impiegate a far da scorta ai politici), sottraendole al loro lavoro di contrasto alla criminalità organizzata. I club stessi dovranno darsi una bella ridimensionata, smetterla con gli stipendi pluri-milionari, i bilanci gonfiati e la miriade di trucchetti che mettono in atto per mandare avanti questa specie di tragico circo. E quanto alle televisioni, che vadano pure a farsi fottere, coi loro telecronisti e commentatori stupidi e ciecamente tifosi, pronti solo a commentare movioloni o a far da zerbino ai soliti quattro pseudo-dirigenti, che in un paese normale sarebbero da tempo finiti in galera per le porcate che hanno commesso e che continuano a commettere. Ma noi purtroppo non siamo un paese normale. Cascano le braccia nel sentire che il capo dell'opposizione per far cadere il governo non trova niente di meglio che "fare campagna acquisti" (guarda un po' l'ironia della sorte) tra i deputati della maggioranza. E poi pretenderemmo anche che all'estero ci considerino qualcosa di più della merda. Per queste ragioni credo (e temo) che se non riceviamo proprio dall'estero una bella legnata nei denti (che sarebbe del tutto meritata), spenderemo ancora fiumi di parole, e non riusciremo a risolvere questa situazione, che chiamare intollerabile e indegna è il minimo che si possa fare.

lunedì 12 novembre 2007

Quel gioco impazzito che si doveva fermare...

Facile dirlo adesso, a notte calata, con le immagini da guerriglia urbana che feriscono gli occhi. Ma qualcuno del calcio aveva provato a dirlo prima. Qualche giocatore, qualche allenatore, di quelli che non si fanno scudo della frase di rito "sono cose che nulla hanno a che vedere con il calcio". Ma è per il calcio che un giovane è salito su un'auto ieri mattina presto, a Roma. Per andare a Milano a vedere la Lazio. Non è morto per il calcio. Il poliziotto che ha sparato non sapeva nemmeno che ci fossero dei tifosi nell'auto. Ma una parte del calcio è scesa lo stesso sul sentiero di guerra per questo morto, i suoi colori del cuore non contavano, da morto apparteneva a tutti: ultrà dell'Atalanta, del Taranto, dell'Inter, della Roma. E prima ancora che le partite iniziassero, altri uomini di sport si erano dati da fare perché tutte fossero rinviate, non solo Inter-Lazio. Ha prevalso la ragion di Stato. Irragionevole....facile dirlo adesso, ma bisogna. Uno striscione a Parma "La morte è uguale per tutti" era la più pacata risposta di una tribù in lutto che ha pensato questo: per un poliziotto ucciso da un tifoso si ferma il campionato, quando succede il contrario bastano il lutto al braccio dei giocatori e 10 minuti di ritardo. Inutile far notare che le circostanze delle due morti erano molto diverse, che lungo l'autostrada un poliziotto aveva commesso un enorme, tragico errore. A tenere sotto controllo la situazione non ha giovato una ricostruzione dei fatti, da parte del questore di Arezzo, che non stava assolutamente in piedi, in una conferenza-stampa che era un monologo in quanto ai giornalisti non era consentito di fare domande.
Altre volte le decisioni dell'Osservatorio mi avevano trovato d'accordo. Ma stavolta no, proprio la conoscenza della mentalità dell'ultrà italiano doveva consigliare un atteggiamento diverso. Perché il dramma è di ieri, ma lo scontro frontale è vecchio e l'ultimo giro di vite, dopo l'assassinio dell'ispettore Raciti, lo ha inasprito. Da nessuna parte, in Europa, c'è una presenza così massiccia di forze dell'ordine intorno al calcio, e da nessuna parte il calcio è così esposto ai lutti, ai morti, ai feriti, alle devastazioni. È su questa lacerante contraddizione che bisognerebbe lavorare, perché la violenza, da qualunque parte arrivi, c'è sempre. Sembrava calata, stando alle statistiche, ma era solo accantonata, aspettava di riprendersi le prime pagine esattamente come gli ultrà aspettavano un'occasione per ricompattarsi, tutti uniti contro gli sbirri e i pennivendoli (giornalisti, fotografi, cineoperatori, quanti ne hanno menati ieri?). Tra le tante immagini sui vari canali, una m'è rimasta più impressa. Un tifoso dell'Inter dei tanti davanti alla sede Rai, in corso Sempione, che grida a un poliziotto impassibile dietro lo scudo: "Ma che uomo sei, che spari in testa a un ragazzo?". E m'è venuta in mente la storia del lupo e dell'agnello, dell'acqua del ruscello sporcata da chi stava a valle, e della frase del lupo: se non sei stato tu è stato tuo fratello, o tuo padre, o qualcuno dei tuoi. Uno si prende le colpe di tutti, se non c'è educazione emotiva, sia egli poliziotto, romeno, giornalista, zingaro o ultrà. E si continua a respirare quest'aria brutta, da giustizia sommaria, da spedizione punitiva, da assalto alle caserme, da irruzione al Coni, da auto in fiamme, da sassi in mano. Se esiste (ed esiste) un'emergenza calcio, è strettamente collegata a un'emergenza Italia che non è piacevole evocare né ammettere. Un Paese in cui sembra quasi impossibile fare distinzioni elementari, in cui (stando al tifo violento) ci si è cullati col modello inglese, ma senza leggi adeguate, in cui per anni il delinquente che tifa e il tifoso che delinque sono stati incoraggiati a prosperare, e comunque sarà chiaro che la sola repressione non può dare buoni frutti. Non si doveva giocare, e la riprova viene dai fatti di Roma, i peggiori. Cosa sarebbe successo, di più, se si fosse giocato? Gli ultrà sarebbero riusciti a pareggiare in giornata la contabilità dei morti? I dementi slogan come "10 , 100, 1.000 Raciti" si stanno moltiplicando, sui siti del tifo. E larga parte di questo tifo è ideologicamente schierato e politicamente manovrabile. Non mi sembra di raccontare una novità, lo sappiamo tutti. Se un poliziotto spara in aria e uccide un essere umano che non vola, significa che ha sparato più in basso. Si sa chi è. Ci penserà la giustizia. Per Raciti, non si sa chi è stato e comincio a credere che non si saprà mai. La realtà è che due famiglie hanno da piangere un morto che non doveva morire così. Ed è quella più dolorosa. L'altra realtà è quella di un paese che non riesce a risolvere il problema della violenza nel tifo, una violenza che può rivolgersi contro la polizia, o i tifosi dell'altra squadra, o i calciatori dell'altra squadra, o le cose. Penso alla vetrata infrangibile (ma infranta) della curva dell'Atalanta, alle decine di auto bruciate. Penso che la reazione alla morte del tifoso laziale ha avuto intensità diverse nella stessa città, Bergamo. Gli ultrà non volevano che si giocasse, tutto il resto dello stadio sì. I primi si sentivano parenti del morto, quasi fratelli, tutto il resto dello stadio era formato da conoscenti, magari in pena, ma non tanto da rinunciare allo spettacolo della partita. I primi erano attori (talmente attori da determinare la sospensione, come a Taranto), gli altri spettatori. I calciatori in campo avevano l'aria di non sapere di preciso cosa fare. È durata sette minuti la partita di Bergamo, e da oggi si cercherà una data per recuperare questa gara, quella di San Siro e quella di Roma. Ho usato il termine giocatori per abitudine, ma ormai è difficile capire a che gioco stiamo giocando, sempre che gioco sia.

domenica 11 novembre 2007

TANTI AUGURI SARINAAA!!!!!!







Oggi è uno di quei giorni da ricordare, segnati con un pennarello rosso sulla mia agenda...perchè?? Ma perchè è il compleanno della mia Sarina!!!!



Eh si, anche lei oggi ci raggiunge e arriva a quota 24, e speriamo che con oggi la finisca di infamare me e la giulia che siamo più "vecchie" di lei...almeno per un pò!



Bè...che dire di questo piccolo "pandorino", come adora essere chiamata (vero ???!! ;)), dalle origini greche....la conosco da ormai 10 anni e insieme ne abbiamo fatte tantissime, belle e brutte, cotte e crude. Chi la conosce sa che tipo è, sa che di lei ci si può fidare, è un'amica sincera, e una spalla su cui piangere se ne hai bisogno...è buona almeno quanto è disordinata camera sua (e credetemi, veramente tanto!!!!), e poi, diciamoci la verità, sa cucinare benissimo e ogni volta una cena a casa sua è una festa tutti insieme!


E' incredibile la sua creatività, il suo talento nel creare con pochi e semplici oggetti delle cose meravigliose. Ha disegnato il mio tatuaggio, bellissimo, e il fatto che sia opera sua lo rende ancora più speciale.


Sarina, ti voglio un infinità di bene, cerca di essere sempre felice di quello che la vita ti offre ma non scordare mai..."my dream is to fly over the reimbow..."


Bè, per adesso finisco qui ma...stasera c'è la festa!!!!! Quindi io continuerò a festeggiare la sarina e voi...state a guardare eh eh eh!!!



giovedì 8 novembre 2007

LONDRA TUTTA LA VITA!!


Rieccomi!! Rieccomi tornata da un'altro viaggio, un viaggio un pò particolare, un viaggio pieno di emozioni, di colori, un viaggio fatto col cuore, pieno di voglia di esserci, di ritornarci ancora, di rimanerci.....chi mi conosce ha già capito che sono appena tornata da Londra, la mia città preferita!!!!

Si, per la seconda volta ho visitato questa bellissima metropoli, che non stanca mai, stupenda proprio come me la ricordavo, e forse anche di più!

Come al solito pubblicherò il racconto del viaggio, con tanto di foto e aneddoti vari, per adesso è in costruzione ma....non disperate, ce la farò!!

Take it easy!!


E ricordatevi sempre.....MIND THE GAP!! Capito Jov@??! ;))